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LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE

I contribuenti potranno estinguere i debiti affidati all’agente della riscossione negli anni dal 2000 al 2016. Per agenti della riscossione si intendono, oltre ad Equitalia, anche gli altri enti di riscossione che operano sul territorio (es. Riscossione Sicilia per i contribuenti siciliani).

Entro il 28 febbraio 2017, l’agente della riscossione, via posta ordinaria, avvisa il debitore dei carichi che gli sono stati affidati nell’anno 2016 per i quali, alla data del 31 dicembre 2016 risulta non ancora notificata la cartella di pagamento, ovvero inviata l’informazione o l’avviso di addebito. La definizione agevolata si estende, quindi, anche agli avvisi esecutivi e agli avvisi di addebito Inps, per i quali gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate o l’istituto previdenziale non hanno ancora affidato le somme all’agente della riscossione.

In ogni caso il contribuente, per conoscere con esattezza la propria posizione, può consultare la sezione dedicata del sito istituzionale di Equitalia oppure recarsi presso gli uffici per ritirare l’estratto di ruolo.

 

SOGGETTI INTERESSATI

-          Tutti i contribuenti, persone fisiche, società di persone, società di capitali e altri contribuenti che hanno debiti affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2016.

-          I contribuenti ai quali sarà l’agente della riscossione a comunicare, entro il 28 febbraio 2017, i carichi che gli sono stati affidati nell’anno 2016 e per i quali, alla data del 31 dicembre 2016, risulta non ancora notificata la cartella di pagamento, ovvero inviata l’informazione degli avvisi di accertamento esecutivi o degli avvisi di addebito INPS emessi.

 

I BENEFICI

I vantaggi della definizione agevolata consistono nell’azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora.

Restano, invece, dovuti il capitale, gli interessi affidati all’agente di riscossione (ovvero gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo), il costo di notifica della cartella, eventuali spese sostenute per procedure cautelari e esecutive e l’aggio di riscossione, commisurato alle somme dovute per la sanatoria.

 

I CASI AMMESSI

Sono ammesse alla rottamazione la generalità delle entrate, ad eccezione, tra gli altri, di: 

-          dazi, accise e Iva all’importazione

-          sanzioni di carattere penale

-          somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato

-          sanzioni diverse da quelle collegate alla violazione di obblighi tributari, ovvero di carattere contributivo

Per le multe stradali il beneficio della definizione agevolata è limitato all’abbuono degli interessi sulla somma dovuta, (quelli di mora e quelli relativi alla maggiorazione per ritardato pagamento).Quindi, contrariamente a quanto previsto per gli altri debiti compresi nella sanatoria, non c’è nessuno sconto sulla sanzione, e sulla cartella per violazione del codice della strada si pagherà quindi la sanzione amministrativa (l’importo della multa) scontata degli interessi, questo perché il debito, contrariamente a quanto accade per le altre pendenze incluse nella sanatoria, non è un tributo ma una sanzione,

 

COME ADERIRE

La domanda di ammissione alla procedura deve essere redatta sul modello DA1, disponibile sul sito Internet di Equitalia. Il termine per la presentazione è il 31 marzo prossimo.

 

IL PAGAMENTO 

La corresponsione degli importi dovuti avviene in un massimo di cinque rate, in scadenza nei mesi di luglio, settembre e novembre 2017 e nei mesi di aprile e settembre 2018. In particolare, le prime tre sono pari rispettivamente al 24%, al 23% e al 23% del totale, mentre le ultime due sono ciascuna pari al 15% del debito complessivo. In caso di scelta del pagamento rateizzato, sono dovuti gli ordinari interessi di dilazione. Il versamento può avvenire con domiciliazione bancaria, attraverso i bollettini precompilati predisposti da Equitalia o anche presso gli uffici della società di riscossione. Non è ammesso il versamento tramite il modello F24. Questo comporta che non è possibile estinguere il debito della rottamazione utilizzando eventuali crediti d’imposta in compensazione.

Per determinare l’ammontare delle somme da versare per la definizione agevolata:

–        si tiene conto esclusivamente degli importi già versati a titolo di capitale e interessi inclusi nei carichi affidati, nonché´ di aggio e rimborso delle spese per le procedure esecutive e delle spese di notifica della cartella;

–        restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili le somme versate, anche anteriormente alla definizione, a titolo di sanzioni incluse nei carichi affidati, di interessi di dilazione, di interessi di mora e di sanzioni e somme aggiuntive per i contributi previdenziali.

 

LA DECADENZA

Si perdono tutti i benefici di legge anche con il ritardo di un solo giorno nel pagamento di una qualsiasi delle rate.

Se si decade, non solo rivive il debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi di mora, ma per di più il debito residuo non può più essere rateizzato.

Fa eccezione l’ipotesi in cui la domanda di definizione sia stata presentata non oltre 60 giorni dal ricevimento della cartella di pagamento. In questo caso, infatti, il debitore non ha mai avuto alcuna possibilità neppure di chiedere per la prima volta il piano di rientro delle somme dovute. Per questo motivo, si ritiene che a maggior ragione identico trattamento debba trovare applicazione nei confronti dei soggetti che non hanno mai ricevuto la notifica della cartella, per avere presentato l’istanza sulla base delle sole risultanze dell’estratto di ruolo di Equitalia.