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Nuova disciplina per le dimissioni e per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro

L’articolo 26 del D.Lgs n. 151/2015 introduce la nuova disciplina in materia di dimissioni volontarie e risoluzione consensuale, prendendo definitivamente le distanze dal vulnus rappresentato dalle dimissioni in bianco e introducendo l’obbligatorietà per entrambe le fattispecie di cessazione del rapporto della comunicazione telematica.
A fronte dell’introduzione della comunicazione telematica obbligatoria per le dimissioni, la norma ne ha esteso l’applicazione anche a tutti casi di risoluzione consensuale, spesso tipologia di risoluzione, ancora una volta, architettata al fine di forzare l’uscita del prestatore dall’azienda. Con il Decreto n. 151/2015 viene consegnato nelle mani del datore uno strumento che diventa per così dire di “certificazione” della cessazione del rapporto di lavoro, creando una procedura ben definita che permette all’azienda di non trovarsi più nella condizione di essere “ostaggio” delle scelte del lavoratore. L’iter diventa chiaro e determinato ed a fronte dello stesso, considerando anche la possibilità di ripensamento da parte del lavoratore con lo strumento della revoca, viene contenuto in una tempistica precisa e determinata rispondendo per la prima volta a quel necessario requisito di certezza temporale che le aziende necessitano per procedere con l’attività produttiva a fronte dell’uscita di un elemento. 
Con l’entrata in vigore delle disposizioni di cui all’articolo 26 del Decreto n. 151/2015 viene aggiunto un ulteriore tassello, ossia per tutte le dimissioni o risoluzioni consensuali perfezionatesi dal 24 settembre 2015, sarà necessaria la presentazione da parte del lavoratore esclusivamente per via telematica, pena l’inefficacia.
I moduli telematici saranno disponibili sul sito web www.lavoro.gov.it e dovranno essere trasmessi sia al datore di lavoro che alla DTL (Direzione Territoriale del Lavoro). 
Le modalità di trasmissione saranno individuate da apposito decreto del Ministero del Lavoro entro il 22 dicembre 2015.
All’ovvio fine di agevolare il nuovo adempimento telematico a carico dei lavoratori, la disciplina normativa prevede che la trasmissione dei moduli possa avvenire anche tramite l’ausilio di: 
• Patronati, 
• Organizzazioni sindacali, 
• Enti bilaterali, 
• Commissioni di certificazione.
La disciplina relativa al nuovo obbligo di comunicazione telematica non risulta applicabile ai casi in cui vige il divieto di licenziamento ex articolo 55, comma 4, D.Lgs n. 151/2001, nonché ai rapporti di lavoro domestico per i quali le dimissioni intervengano di fronte ad una commissione di conciliazione (art. 2113, comma 4, codice civile) o di certificazione (art. 76 D.Lgs n. 276/2003).

Profilo sanzionatorio 
Il comma 5 dell’articolo 26 del Decreto n. 151/2015 prevede una sanzione a carico del datore di lavoro in caso di alterazione dei moduli telematici. Nel particolare tale sanzione è quantificata in una somma variabile da 5.000 a 30.000 euro e la relativa irrogazione spetta alle Direzioni Territoriali del Lavoro.