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SOMME DETASSABILI ANCHE PER IL 2016

La prima rilevante novità rispetto al passato riguarda le somme potenzialmente detassabili: si tratta, infatti, esclusivamente dei premi di risultato intendendo per tali le somme di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.
Rimangono, pertanto, esclusi tutti quegli emolumenti, non qualificabili come premi di risultato, che negli anni passati avevano beneficato della detassazione (straordinari, maggiorazioni e indennità varie, ecc.).
È demandata alla contrattazione collettiva di secondo livello la definizione dei criteri di misurazione e verifica degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione cui è collegata l’erogazione dei premi.
Il raggiungimento dei predetti incrementi dovrà essere verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di indicatori numerici o di altro genere appositamente individuati.
I criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione possono consistere, ad esempio,

  •       nell’aumento della produzione,
  •       in risparmi dei fattori produttivi ovvero
  •       nel miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi.

Viene stabilito un nesso causale imprescindibile tra il raggiungimento dell’obiettivo prefissato (incremento di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione), verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di indicatori numerici o di altro genere appositamente individuati, e l’erogazione del premio detassabile.
Per poter detassare, dunque, non è più sufficiente il semplice perseguimento degli obiettivi ma ne è richiesto l’effettivo conseguimento.

POTENZIALI BENEFICIARI E LIMITI MASSIMI AGEVOLABILI

Potenziali destinatari della detassazione continuano ad essere i lavoratori dipendenti del settore privato a condizione che abbiano percepito, nell’anno precedente a quello di erogazione del premio, redditi di lavoro dipendente di ammontare non superiore a 50.000 euro lordi.

Ai fini della verifica della soglia reddituale di 50.000 euro occorre considerare il reddito di lavoro dipendente conseguito nel periodo d’imposta precedente

  •          soggetto a tassazione ordinaria;
  •          anche in relazione a più rapporti di lavoro;
  •          al lordo delle somme detassate percepite nel medesimo anno.

Non vanno, invece, considerati i redditi diversi da quelli di lavoro dipendente (ad esempio, redditi di fabbricati, da partecipazione, redditi diversi, ecc.) nonché eventuali redditi di lavoro dipendente assoggettati a tassazione separata o ad altra tipologia di imposta sostitutiva rispetto a quella in esame.

In via generale, è previsto che possano beneficiare della tassazione agevolata del 10% (che si ricorda essere sostitutiva di IRPEF e addizionali regionali e comunali) i premi di risultato di ammontare variabile entro il limite di importo complessivo di 2.000 euro lordi annui, ovvero 2.500 euro lordi annui per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

E' NECESSARIO IL CONTRATTO DI SECONDO LIVELLO

L’applicazione della detassazione ai premi di risultato erogati a decorrere dal 2016 continua ad essere subordinata alla condizione che le somme e i valori in questione siano erogati in esecuzione dei contratti aziendali o territoriali.
Rimangono, invece, esclusi, ai predetti fini, i contratti collettivi nazionali (CCNL) nonché i contratti individuali o i contratti individuali plurimi. 
Si tratta nello specifico di contratti collettivi aziendali o territoriali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nonché di contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali (RSA) ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria (RSU). 
È importante evidenziare che la norma non limita l’efficacia del beneficio (imposta sostitutiva del 10%) al periodo successivo alla stipulazione del contratto collettivo ma lascia ampia discrezionalità alla contrattazione collettiva.
Si ritiene, pertanto, legittimo che un contratto collettivo stipulato nel corso del 2016 possa prevedere un’efficacia retroattiva delle proprie disposizioni per tutto il 2016. 
Sia gli accordi aziendali che quelli territoriali vanno depositati, esclusivamente in via telematica attraverso l’apposita funzione presente sulportale www.cliclavoro.it, alla DTL competente, entro 30 giorni dalla relativa sottoscrizione.
Il contratto deve essere, inoltre, accompagnato dalla dichiarazione di conformità dello stesso alle disposizioni dell’art. 1, comma 188 della Legge di Stabilità 2016 e del Decreto interministeriale 25 marzo 2016.
Nell’eventualità in cui le erogazioni effettuate nel 2016 si riferiscano a premi di risultato e partecipazione agli utili relativi al 2015, il deposito dei contratti, qualora non ancora effettuato, deve avvenire entro il 15 giugno 2015, unitamente all’autodichiarazione di conformità del contratto sopra citata.
Nella predetta ipotesi, l’applicazione della detassazione è, comunque, subordinata al rispetto di tutte le condizioni stabilite dalla Legge di Stabilità 2016 e dal Decreto 25 marzo 2016.